Internoenki è un’Associazione di Promozione Sociale per la Ricerca, che opera dal 2010 nell’ambito della formazione e della produzione teatrale. L’Associazione composta principalmente da under 30, si caratterizza per un’attività teatrale e performativa frutto di un lavoro di contaminazioni di diversa estrazione espressiva e sistemi disciplinari. Il background professionale dei componenti si articola su diversi ambiti di spettacolo nell’intenzione di intraprendere esperienzemultidisciplinari derivate  dalla dialettica e dal confronto.

L’attività didattico-formativa perseguita, parte dal principio che il fine è concepire un dialogo multidisciplinare originale dove lo scambio tra giovani e l’interazione di discipline diviene propedeutico
per la crescita individuale e per lo sviluppo di strategie di aiuto nel percorso
verso il successo formativo.

L'Associazione Internoenki coopera con tutti coloro che, nei più svariati campidella vita culturale e sociale, operano in difesa della dignità umana e per la tutela dei diritti umani.

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MISSION

Siamo il Collettivo InternoEnki, Associazione di Promozione Sociale per la Ricerca, Collettivo teatrale diretto da Terry Paternoster, in residenza artistica a Roma dall'anno di costituzione.

Ci siamo uniti perché spinti da una comune esigenza di rinnovamento, perché desiderosi di proporre un teatro "ignorante" e "politico", che parli di "fatti" e non di notizie.

Siamo un collettivo autogestito e indipendente, un teatro incivile, un teatro di resistenza, un teatro che nasce tra la gente e rifiuta la retorica dei buoni costumi, un teatro attento a ciò che la cronaca trascura e censura, uno strumento d’arte e controinformazione

Proponiamo un teatro epico che non rinuncia al “qui ed ora”, ma mantiene fissamente il suo sguardo al passato, a quella Polis che era partecipazione dei cittadini al governo e che, non casualmente, poneva un teatro al centro della vita quotidiana.

Ricerchiamo un linguaggio capace di comunicare l’oggi, impedendo che il teatro venga vissuto come qualcosa di criptico e avariato. La nostra è una drammaturgia che non insegue regole conclamate, è anti-grammaticale, un quadro in movimento, una drammaturgia attenta alla cronaca e a ciò che in essa si trascura e censura.

Rifiutiamo l’effetto fine a se stesso ma proponiamo, oltre al “fatto”, la metafora del “fatto”, la cruda poesia dell’amaro che fa scoprire i denti, nel bene o nel male.

Siamo testimoni dello smarrimento culturale e ideologico del nostro tempo e di questo tempo vogliamo narrare i disagi, gli abusi, l’inciviltà.

Siamo un gruppo di voci e menti accordate al motto del “fare i fatti”.

Siamo un teatro di resistenza che vuol dar voce a chi non ha più voce, a chi vive ai margini della società civile.

Vogliamo un mondo in cui la salute, la cultura, la serenità, il rispetto, l’uguaglianza, la giustizia, la pace, siano un diritto di tutte e tutti.

Desideriamo lasciare azioni concrete alle nuove generazioni, per tessere relazioni di pace e riporre le basi per un mondo migliore.

Ci siamo buttati ad occhi chiusi nel calderone, spesso osando con un pizzico di incoscienza.

La vittoria del Premio Scenario per Ustica ha rappresentato per noi un grande incoraggiamento, la conferma che la nostra è “una” direzione, opinabile per scelte di stile o gusto, ma sicuramente una realtà che vive e che vuole/deve farsi ascoltare.

 

MEMBRI

Eleonora Cadeddu, Patrizia Ciabatta, Terry Paternoster, Valentina Vitagliano, Pierfrancesco Rampino