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● 26 luglio 2013 ore 3.00 del mattino al ritorno da Volterra ●

Maria Vittoria Argenti - Collettivo Internoenki

Stanca. stanca. stanca. Dormire? Impossibile. Le immagini di oggi continuano a far casino nella mia testa. Volterra. La Fortezza. Il carcere. I muri alti contornati da filo spinato. Le sbarre. Uomini, ragazzi, ragazzini che fanno avanti e indietro, avanti e indietro nei loro 70m di spazio all'aperto. "Buongiorno! Buongiorno!" Mi sorridono, hanno occhi di bambini curiosi. C'è un gruppo numeroso che attende di andare in scena, sono la compagnia della Fortezza. Costumi, trucco e nervosismo pre-spettacolo. 

"Merda merda merda". Inizia. 10 ragazzi vestiti da marinai, fisso i loro tatuaggi: c'è "Sara" scritto in un bel corsivo, "Emilia" tutto storto tatuato da mano inesperta, dentro un cuore c'e "Cinzia", e "Angelica" sul dorso di una mano. Lo spazio scenico è un corridoio pieno di specchi in cui si aprono varie celle. In una c'è lui, muscolosissimo, segni di tagli sul braccio, "Io non ho mai pensato di essere un mostro" dice "sono come un giovane coccodrillo che non si rende conto della potenza dei suoi denti".

Nelle altre celle un bellO addormentatO. Un femminiello. Un ragazzo nero immenso, perfettamente scolpito e bello come non so che, la voce incerta: "Con un movimento di reni io faccio vibrare una stanza.... faccio vibrare la mia cella. assassino nero". E ancora ragazzi orientali che cantano (e dicono Towa Towa a na certa!!!). Un'omone che ride. Un'omone vestito da prete. Un ragazzino con le orecchie a sventola che mi guarda. Uno alto e magro nei panni di una governante che non ha la vita che sognava e programma il suicidio. E poi ecco la star di Reality di Garrone, Aniello Arena, attore vero, genio inconsapevole, ergastolano, camorrista e assassino. Sono confusa... ammirzione, commozione, pena, orrore, rabbia, cosa devo provare? Sento tutto.

Ma ora tocca a noi. "Evviva Maria" e parte M.E.D.E.A. Big Oil. Mi sento una bomba. Esplodiamo tutti insieme. Prigionieri nei nostri presonaggi prigionieri. Applausi. Luca ci fa i complimenti, ha 36 anni, è dentro da 17, gliene mancano 6. Il suo amico mi guarda come fossi la madonna, pura e intoccabile, "sembri così piccola" mi dice, a lui mancano 3 anni e mezzo "Forza! Forza!". Ma cosa devo provare?... Circondiamo Aniello Arena, lo riempiamo di complimenti e domande, siamo curiosi e ammirati, sì ammirati. Ci intrattiene con le sue storie e nessuno riesce a staccargli gli occhi di dosso. E' un fenomeno. Sorride ma ha un dolore vivo negli occhi che mi chiude la gola.

Cosa devo provare??? Scappo quasi, vado a sedermi e il concerto inizia. Canzoni pallose. Poi, inizia la musica vera. Da un lato del palco sono i detenuti i primi ad aprire le danze, dall'altro lato a poco a poco cominciano gli attori di Scenario e delle altre compagnie, passano così due canzoni, finchè... tutti insieme uniti nel centro, a scatenarsi. Io resto seduta. Voglio guardare. Sono bellissimi. E non mi importa cosa DEVO provare. Sono emozionata e felice per loro che si stanno divertendo, vorrei che questa festa non finisse mai, mai, mai. Guardo Aniello, è triste mentre fissa i compagni, lui sa perfettamente che entro mezz'ora dovranno tornare in cella. E così infatti, dopo una mezz'ora di pura gioia e delirio, accade. "Ciao! Ciao! Tornate l'anno prossimo, mi raccomando, noi ci contiamo". ".............Grazie".

Maria Vittoria Argenti - Collettivo InternoEnki