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fedra - studio 58536

con Terry Paternoster - scritto e diretto da Silvio Peroni - prodotto da Pierfrancesco Pisani - Infinito - Internoenki - ufficio stampa Grazia Iadarola

(La Repubblica 10 marzo 2011 ore 17.48)

In Fedra l'amore e' ossessione. Ama smodatamente Ippolito, figlio di primo letto del marito Teseo; respinta dal giovane Fedra si suicida, ma prima di farlo accusa Ippolito di averla violentata, e il consorte scatena sull'incolpevole figlio la piu' atroce delle pene. Rimorso, autopunizione? Comunque una catastrofe, sbocco necessario per una tragedia. Questa e' la storia. Silvio Peroni nella sua riscrittura del mito fa rivivere non solo la tragedia originaria, nota, ma anche i miti e le leggende dei nostri tempi passando per la cronaca in un ironico e dissacrante ritratto della crudelta' di ieri e di oggi. La regia e' tesa a ricordare la storia del mito attraverso il semplice gioco teatrale che, scevro da ''effetti'', tenta di far emergere l'elemento tragico da se'. Un lavoro quasi completamente incentrato sull'attore, sulla capacita' di raccontare delle storie. Perche' e' di tante storie che si tratta. Perche' riproporre ancora una volta la Fedra, che secondo i conti del regista, Silvio Peroni e' stato messo in scena almeno 58.536 volte? Le tragedie sono il riflesso della crudelta'. Questa operazione parte dalla consapevolezza che i miti possiedono al loro interno la capacita' di riaccendersi ogni volta anche in altri contesti. La novita' sta nel rendere accettabile e naturale per i nuovi pubblici quanto originariamente potrebbe sembrare non piu' proponibile, poco attuale. Nello spettacolo c'e' il mito di Fedra, fedelmente raccontato dall'attrice Terry Paternoster, c'e' l'attualita', la satira, la passione, la follia: la cronaca di oggi e di ieri...